Tumori: in Italia in aumento la tossicità finanziaria – 14 aprile 2026
14 aprile 2026 – Ticket, farmaci, trasporti, esami di controllo spesso nel privato per assenza di offerta nel pubblico, terapie di supporto. Queste e altre voci contribuiscono a creare il carico economico che pesa su chi si ammala di tumore. Si chiama ‘tossicità finanziaria’ (financial toxicity), effetto collaterale spesso sottovalutato del tumore e delle terapie oncologiche. La qualità della vita peggiora e in casi estremi si arriva a contrarre debiti, vendere beni, interrompere le cure. Negli Stati Uniti è riconosciuta come fattore prognostico negativo. Ma cosa succede in Italia? “Nonostante il servizio sanitario italiano non sia per fortuna paragonabile a quello americano e buona parte dei costi della cura dei malati di tumore siano a carico del Ssn, la situazione a livello nazionale è in evidente peggioramento per carenze strutturali, mancanza di risorse e disparità fra regioni: il fardello di spese ‘out of pocket’ per chi si ammala sta crescendo”. Lo rileva uno studio condotto tra ottobre e dicembre 2024 presso la Città della Salute e della Scienza di Torino su 359 pazienti oncologici (177 uomini e 182 donne) in trattamento attivo, un’indagine che ha utilizzato il questionario italiano Proffit, specifico per l’Italia, che esplora manifestazioni e cause della tossicità finanziaria.
Il punteggio mediano di tossicità finanziaria è risultato 33,33, su una scala da 1 a 100, riporta una nota. Il 35,2% dei pazienti intervistati ha dichiarato che la malattia ha ridotto le risorse economiche e 1 su 3 è preoccupato che la propria condizione economica possa condizionare la possibilità di avere cure adeguate. I pazienti disoccupati, ma anche i divorziati, sono particolarmente colpiti (mediana 52,38) rispetto ai pensionati (28,57). Il 32,1% ha ridotto spese per vacanze, ristoranti o spettacoli. Il 46% ha riferito di aver speso per eseguire visite ed esami nella sanità privata, a volte per scelta, in molti casi per la carenza di offerta nel pubblico che non garantisce tempi d’attesa adeguati. Oltre la metà dei pazienti (56%) ha sostenuto spese per farmaci supplementari e integratori; il 40% spende per psicoterapia, fisioterapia o cure dentali, in alcuni casi una conseguenza delle terapie. Un aspetto da non sottovalutare sono i trasporti: se pure i pazienti interpellati alle Molinette hanno dichiarato di non dover affrontare spostamenti lunghi (non più di 40 minuti di media con i mezzi pubblici e 22 minuti utilizzando l’auto), anche distanze ridotte, moltiplicate per il numero di visite, controlli, terapie, concorrono ad aggravare la situazione. Poco importa se chi si è ammalato ha un cancro al polmone, alla mammella o al pancreas: nella casistica analizzata la tossicità finanziaria non è legata a un tipo di tumore piuttosto che a un altro, ma di certo la disponibilità economica di partenza gioca un ruolo importante nel peggioramento della qualità di vita.
