Tumori: in Italia causano un ricovero ospedaliero su 10 – 13 giugno 2026

13 giugno 2026 – Nel nostro Paese ogni anno i costi ospedalieri, per la cura dei tumori, ammontano a più di 4 miliardi di euro. A questi si devono sommare ulteriori 2,5 miliardi per assicurare l’assistenza socio-sanitaria. Un ricovero ospedaliero su dieci è causato da un tumore e in totale i rcoveri ammontano annualmente a oltre 649mila. Al momento in Italia vivono circa 4 milioni di persone con una precedente diagnosi di neoplasia. Numeri importanti e destinati a crescere nei prossimi anni a causa dell’invecchiamento generale della popolazione. Sono quindi molte le sfide legate alla sostenibilità e alla necessità di garantire un accesso equo e uniforme alle cure. Nell’ultima Legge di Bilancio, il Ministero della Salute ha stanziato più di 500mln in prevenzione, e ulteriori risorse sono state allocate nel PNP di recente approvazione. Tra le priorità, il potenziamento dei percorsi di prevenzione e diagnosi precoce, in particolare dei programmi di screening. Per approfondire lo stato dell’oncologia in Italia e discutere possibili interventi di rafforzamento si tiene oggi a Roma, presso la Camera dei Deputati, l’Oncology Summit 2026. L’evento nasce da un’iniziativa del Presidente della XII Commissione della Camera On. Ugo Cappellacci. L’iniziativa, organizzata da NOMOS Centro Studi Parlamentari, con il patrocinio di AIOM, intende offrire uno spazio di confronto e dibattito tra clinici, pazienti e rappresentanti delle Istituzioni.

“Il cancro oggi è una delle principali priorità di salute pubblica, in Italia e in Europa, sia per i numeri epidemiologici che per le implicazioni sociali ed economiche che determina – sottolinea l’Onorevole Ugo Cappellacci -. Negli ultimi anni, tanto il Parlamento quanto il Ministero della Salute hanno stanziato nuove risorse per incentivare la prevenzione in ambito oncologico. L’obiettivo è limitare il più possibile l’impatto crescente dei tumori sulla collettività e sul sistema sanitario nazionale. Sono previste novità anche nel nuovo Piano Nazionale Prevenzione 2026-2031 che è stato recentemente approvato. Per renderle però concrete ed effettive bisogna approvare quanto prima i decreti attuativi”. «Il fumo resta uno dei principali fattori di rischio evitabili per la salute e per questo la prevenzione primaria deve essere al centro delle politiche sanitarie: promuovere stili di vita sani, sostenere i percorsi di disassuefazione e valorizzare i centri antifumo significa intervenire prima che la malattia si manifesti. Proprio nell’ultima Legge di Bilancio, è stata ribadita l’importanza degli screening con TAC a bassa dose, che in un unico esame consente di intercettare precocemente il tumore del polmone e congiuntamente individuare segni di enfisema severo e eventuali calcificazioni coronariche. Ora occorre estendere questi percorsi, rendendo omogeneo su tutto il territorio nazionale l’accesso agli screening e garantendo ai cittadini a rischio una presa in carico tempestiva, equa e integrata», dichiara il presidente della 10° Comm. del Senato Francesco Zaffini.